Sempre più frequentemente, al centro dell’attenzione degli specialisti si pongono i problemi di salute mentale tra gli adolescenti: stress, ansia e depressione in primis. Queste, infatti, sono le patologie più significative che colpiscono nella fase adolescenziale, periodo di transizione della vita.

Il ricorso a un supporto psicologico fornito da un chatbot è diventato una tendenza sempre più affermata tra i giovani, con una crescita esponenziale del suo utilizzo.

Oltre il 90% degli adolescenti (15-19 anni) utilizza l’intelligenza artificiale, spesso per la scuola, ma quasi il 42% la sfrutta per supporto emotivo, conforto e consigli in momenti di solitudine o ansia, apprezzandone la disponibilità costante e la mancanza di giudizio.

Sebbene sia una risorsa utile, l’uso massiccio dell’AI come sostegno psicologico comporta diversi rischi:

  • riduzione del pensiero critico
  • dipendenza emotiva
  • evitamento delle relazioni umane e isolamento sociale
  • confusione tra realtà e finzione
  • illusione della relazione
  • mancanza di un’autentica empatia
  • possibilità di ricevere consigli inappropriati
  • gestione inadeguata di argomenti sensibili

Ma perché si ricorre al confidente virtuale?

Perché i chatbot offrono ascolto non giudicante, sempre disponibile, in qualsiasi momento, che sfugge al controllo degli adulti.

Sicuramente è un valido supporto al fine dell’apprendimento e dello sviluppo, ma limitante come sostituto delle relazioni umane e della riflessione personale. Sebbene un assistente AI possa rappresentare un primo passo verso una richiesta d’aiuto, non può e non deve sostituire la relazione terapeutica che si costruisce all’interno della “stanza di terapia”, fatta di sguardi, parole, presenza umana. Come scriveva Carl Rogers:

«la relazione terapeutica è l’agente del cambiamento»… un agente non virtuale.

Interfacciarsi con uno specialista permette di:

  • essere ascoltato sia attraverso la comunicazione verbale che quella non verbale
  • creare una relazione terapeutica basata su fiducia, stima ed empatia
  • confrontarsi con opinioni diverse, ponendo l’attenzione su diversi punti di vista e comunque tutto senza essere giudicati.

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